sabato 19 aprile 2014

DOComico



Innegabilmente il DOC presenta anche dei risvolti comici.
Vorrei ricordarvi che la capacità di autoironia è un grande segno di intelligenza, ma ancor di più è un ottimo strumento di salute mentale. Cambiare il proprio punto di vista su un evento risulta davvero utile e ci permette di affrontarlo meglio.
Personalmente a volte rido di alcune cose che ho creduto vere in passato, parliamo di ossessioni.
Risulto comico quando tiro centinaia di volte la maniglia della macchina
Non sono sempre convinto che pensare al doc come un nemico sia la strategia migliore. Credo che possa nascere un senso di conflitto che non credo sia d’aiuto. La competizione che se ne genera potrebbe essere motivo di ulteriore ansia. Ritengo che un approccio più equilibrato sia migliore. Vediamola sicuramente come una patologia, per non sottovalutarla; una malattia, non grave, su cui si può lavorare; sicuramente problematica, ma anche un’esperienza utile per comprendere cose nuove.

L’ansia



L’ansia sembrerebbe essere una reazione piuttosto normale, nell’uomo e nel mondo animale, laddove però non diventi patologica e cioè ci immobilizzi o ci impedisca di agire nel mondo.
E’ una brutta bestia. Tutti percepiscono ansia in qualche fase della loro vita. Non è un male, anzi, a volte dona energia, attenzione, potrebbe essere persino salutare. Ma quando diviene cronica, nasce un problema. I nostri sistemi di “difesa” sono continuamente allerta. Le nostre energie sono tutte votate alla difesa. Ci chiudiamo al mondo, alle possibilità. Diviene molto difficile godersi la vita in qualsiasi modo.
Si pensa anche che l’ansia possa avere conseguenze sulla salute, e personalmente ne sono convinto.
Tra i problemi di chi soffre di disturbo ossessivo compulsivo abbiamo proprio la difficoltà di tollerare l’ansia. L’ansia ci fa sentire male, ci fa sudare, ci fa sentire nervosi, impazienti. Imparare a tollerare l’ansia potrebbe essere un buon modo per cominciare a sfuggire alla morsa del DOC.
Un modo per fronteggiare l’ansia potrebbe essere la respirazione. Esistono numerose tecniche, ma sbadigli (veri o finti) o semplici respirazioni un po’ più profonde potrebbero aiutare ad alleviare la sensazione.
Anche l’attività fisica, un abbraccio o qualche chiacchiera con un amico sono delle ottime idee.


Cambiamento















Il cambiamento è un tema molto particolare, ed attuale.
Il cambiamento è l'unica costante dell'esistenza, inutile negarlo. La vita muta, tutto muta, cambia, continuamente. Nemmeno durante la giornata siamo mai la stessa persona.
Un'idea molto interessante per cambiare alcune proprie idee è di stampo cognitivista.
Parliamo del dialogo interiore.
Molte cose che riteniamo vere non sono altro che dialoghi interiori ripetuti. Modificarli potrebbe aiutarci a guardare alle cose in maniera differente.
Le ossessioni non credo abbiano u
n'unica origine o un unico motivo. Sicuramente però, alcune nascono anche da un'importnaza eccessiva che diamo a certi eventi o certi oggetti, modificare il nostro rapporto con essi potrebbe essere un'idea per alleggerire il carico sulla nostra mente.
Credo sia un'idea da tenere in conto.


Per maggiori informazioni consiglio la lettura di
"L'arte di non amareggiarsi la vita", "Il metodo Vaffa" e "The F**k It therapy"

venerdì 18 aprile 2014

Il blog riapre!


Sì, così, seccamente!
Voglio riaprire il blog, voglio di nuovo parlare di DOC, delle novità su questo disturbo, delle mie esperienze e delle mie giornate.
Voglio anche sentire di nuovo le vostre storie, eventualmente parlarne.
Insomma, condividiamo!

lunedì 19 dicembre 2011

Memorie di un Pellegrino che Custodiva Tesori

"Tu chi sei?" Chiese l'anima al viaggiatore. "Sono qualcosa di talmente profondo che può vivere solo in piena luce di fronte a te". L'incessante chiacchiericcio della sua mente produceva numerose frasi casuali, come una roulette di parole. Ma cosa era che realmente gli parlava? Dio? Il fato? Il tao? Aveva cercato per lungo tempo risposte, aveva scavato, aveva costruito, aveva disfatto, era impazzito, rinsavito eppure qualcosa gli sfuggiva. Il fatto era che non c'era nulla da cercare, ne da fare. In realtà non mancava nulla. In realtà non era così importante... E non c'è nulla da scrivere. E' tutto un gioco, e nella mancanza di scrupolo o attenzione ai dettagli, la cura e la perfezione dell'opera si compiono mirabilmente.

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