giovedì 29 maggio 2014

Silenzio stampa

Sono estremamente impegnato in questi giorni e mi è impossibile scrivere. Appena possibile rientrerò in attività. Nel mentre accumulo idee di cui parlare.
Buona vita!

sabato 17 maggio 2014

La disciplina della non disciplina




Prendi ciò che ti è utile e da lì progredisci.

- Bruce Lee

E' un'affermazione importante, che potrebbe far storcere i puristi di sistema oppure gridare al minestrone, però qui non si discute di materiali di vendita o nuovi prodotti da proporre ai clienti, ma di una crescita intima e personale.
Nessun sistema viene costruito su misura di chiunque. Non esiste un sistema adatto a tutti. Ognuno di noi è differente. L'abilità sta nel riconoscere ciò che c'è di utile in una certa posizione, idea o sistema e farlo proprio, adattarlo alle proprie esigenze.
Spesso mi è capitato di voler aderire al 100% a un certo modo di pensare o di agire e mi sono trovato male. Una parte di me si trovava snaturata, obbligata a compiere azioni che non desiderava e di cui non sentiva la necessità. Questo genere di violenza, non fa altro che porre una pressione su stessi che prima o poi porta allo scoppio: una situazione da evitare, anche se in certi casi, dal punto di vista di un percorso personale può risultare utile.
Comunque, l'idea di base è di raccogliere quelle idee o nozioni che riteniamo più adatte al nostro caso e integrarle oppure prendere certi concetti e adattarli alla nostra personale ed unica situazione, rendendoli fruibili.
Non è così facile come sembra, perchè da una parte è più facile aderire ad un sistema e sentirsi con l'anima in pace, che fare uno sforzo personale per integrare dei concetti in una "filosofia" personale.
E' più facile perchè non c'è tanto da pensare, ma alla lunga diviene stancante.
Il secondo approccio invece, seppur più faticoso è molto più liberatorio e ci permette di utilizzare le nostre capacità e risorse per costruire qualcosa a nostra misura.
In "La pronoia è l'antidoto alla paranoia" di Rob Brezsny, nelle tante citazioni di cui è ricco il libro ce n'è una che propone di creare una bibbia personale dove raccogliere tutte le idee, pensieri o storie che riteniamo utili.
Sono troppo pigro per una cosa del genere, ma per qualcuno potrebbe risultare utile.
Il messaggio di base è però lo stesso: non siate schiavi di idee o sistemi, create i vostri sistemi e se in seguito vi risultano stretti cambiateli, siate liberi, adattabili, non siate schiavi nemmeno dei vostri stessi sistemi.

P.S.
Ho volutamente evitato la metafora dell'acqua in tutto l'articolo, perchè molto abusata, ma:
"Be water my friend!"/"Sii acqua amico mio!"
-Bruce Lee


mercoledì 14 maggio 2014

Azione

Agire è un ottimo modo per sfuggire all'immobilismo.
Siamo portati a pensare che per cambiare bisogna compiere azioni grandi, importanti. Questa "importanza" però ci intimidisce e quindi tendiamo a temporeggiare. D'altronde compiere "grandi azioni" può risultare difficile, a volte troppo. Supponiamo di voler scrivere un libro di 400 pagine. Ecco, farlo in un giorno o due, ci risulterebbe davvero difficile, quindi tenderemo a rinunciare. Ma se facessimo una pagina al giorno? Una pagina al giorno appare molto semplice, sicuramente più semplice di 200 o 400. Cominciare con 1 e poi con la pratica finire a 10 è uno dei risultati che si potrebbe ottenere. Nella peggiore delle ipotesi (rimanendo ad una pagina al giorno) però avremmo comunque iniziato e in poco più di un anno avremmo finito il nostro libro. La differenza tra finire un libro e non cominciarlo affatto è abissale.
Dunque il concetto di fondo è la strategia "dei piccoli passi".
Piccole azioni quotidiane, possono avere grandi effetti.
Credo che l'idea possa rifarsi anche al principio di Pareto, che in questo caso reciterebbe "l'80% dei risultati deriva dal 20% degli sforzi". Fare meno per fare di più, un principio che si avvicina molto alle idee taoiste.
Spesso nella ricerca spasmodica di metodi e tecniche per migliorare il proprio benessere ci si perde nella vastità di proposte e si tende a non far nulla. Ma se prendessimo solo una di quelle tecniche e la applicassimo giornalmente, potremmo ottenere grandi risultati. Non è nulla di nuovo sotto il sole, ma oggi come oggi c'è la tendenza a disperdere i propri sforzi. Scegliere una piccola azione quotidiana, che ci aggradi, e praticarla quotidianamente, in maniera equilibrata e piacevole, è un piccolo investimento con una grande possibilità di guadagno. In seguito, se ci si sente pronti si potrà provare un approccio più ampio, dove insieme alla prima potremo inserire una seconda azione e poi una terza, e nel caso percepissimo l'impegno come troppo grande
, potremo di nuovo tornare alla prima, oppure alle prime due azioni, e continuare con quelle. A volte basta semplicemente agire per fare un grande cambiamento.

martedì 13 maggio 2014

Il dialogo interiore

"Ma che hai fatto?!", "combini sempre casini", "questa situazione è terribile", "non è giusto!!!".
Ecco queste potrebbero essere alcune delle frasi che filtrano il mondo attorno a noi, mostrandoci le cose per quel che NON sono.
Le emozioni che scaturiscono dall'esterno sono per buona parte veicolate dal nostro dialogo interiore, da ciò che ci diciamo riguardo un certo evento.
Cambiarlo potrebbe essere un modo per vivere meglio!
Molte volte i nostri giudizi risultano molto parziali e ci conducono a brutte emozioni.
Ci fanno un brutto sorpasso e bestemmiamo fino alla 10ma generazione, ci rispondono male e ci prepariamo alla rivoluzione. Molto spesso le cose non sono così terribili come ce le dipingiamo. Imparare ad essere più razionali potrebbe essere un buon aiuto per osservare le cose con una prospettiva più ampia.
Terribilizzare ogni minima situazione non è di certo salutare. Fondamentalmente le cose necessarie per sopravvivere sono poche: acqua, cibo e un riparo. Tutto il resto è un "in più".
Se non abbiamo la ferrari possiamo benissimo sopravvivere, se nostro figlio non ha l'ultimo modello di cellulare potrà comunque essere felice e se dobbiamo rinunciare ad un sabato sera fuori potremo farlo senza intaccare il nostro benessere. Non significa non desiderare le cose, ma rendersi conto che questo genere di cose non è necessario, vitale.
A mio parere è una distinzione importante perchè può liberarci da molte convinzioni irrazionali che ci fanno star male.
Possiamo prendere un certo evento ed analizzarlo. Tale evento può davvero limitare la mia felicità? Limita in qualche modo le mie possibilità di aiutare gli altri, di far qualcosa di buono per me stesso?
Ci sono persone che vivono la mia stessa situazione e sono felici?
Se uso una prospettiva più ampia, quel problema come mi appare? Alla luce del fatto che un giorno morirò e sarò polvere questa situazione è poi così terribile?
In un universo così immenso dove le stelle nascono e muoiono in continuazione, dove la forza di gravità dei buchi neri non lascia scampo nemmeno alla luce, il nostro problema come appare?
Dunque sarebbe bellissimo realizzare un certo desiderio, o risolvere un certo problema, ma se non ci riusciamo non è poi la fine del mondo, potremo comunque essere felici, fare cose utili a noi stessi e agli altri.
Per approfondire l'argomento consiglio il libro "L'arte di non amareggiarsi la vita, di Rafael Santandreu".

lunedì 12 maggio 2014

La citazione della follia

Osservate con quanta previdenza la Natura,
madre del genere umano,
ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di follia.
Infuse nell’uomo più passione che ragione,
perché tutto fosse meno triste.
Se i mortali si guardassero da qualsiasi rapporto con la saggezza,
la vecchiaia neppure ci sarebbe.
Se solo fossero più fatui, allegri e dissennati,
godrebbero felici di un’eterna giovinezza.
La vita umana non è altro che un gioco della Follia.
Il Cuore ha sempre ragione

Erasmo da Rotterdam

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