mercoledì 27 gennaio 2016

Il passato

Ciò che ci è stato tolto, ci è stato tolto e non ci verrà restituito - E.A.


E' vero, soprattutto in riferimento al passato. Il passato non esiste più ma i suoi effetti si fanno sentire nel presente. Siamo vittime del passato? Potremmo. Il presente però è un'occasione per il futuro. Il futuro non è figlio del passato, ma del presente!
Nonostante tutto una cosa è sapere, una cosa è sentire. Dobbiamo fare i conti con il passato che nella nostra mente continua ad essere "presente". Forse dovremmo ridimensionarlo, comprenderlo e capire cosa fare del nostro futuro, imparare da esso e non solo soccombere al suo peso. Non è facile, ma è tutto ciò che abbiamo: la nostra vita.

martedì 19 gennaio 2016

Potere


Sembra esserci nell’uomo,
come negli uccelli,
un bisogno di migrazione,
una vitale necessità
di sentirsi altrove.
(Marguerite Yourcenar)



Il potere è un argomento molto complesso, delicato, "potente". Quando siamo bambini siamo fondamentalmente impotenti ma forse ne abbiamo meno consapevolezza. Quando cresciamo acquisiamo un po' di potere, ma ci rendiamo conto che siamo in balia di forze molto più grandi... Ne diventiamo consapevoli. Capita che si voglia più potere. Forse tutti in fondo vogliamo più potere. Per altri può avere effetti patologici, rendendoli incapaci di affrontare certe situazioni perché vogliono sempre più potere e quello che hanno non gli basta. Temono di non averne abbastanza rispetto a certe situazioni. Si sentono, così, invalidati. Il loro valore personale ne soffre. Si va alla ricerca di più potere e si può cominciare da giovanissimi. La nostra mente e le nostre conoscenze ci conducono al sentiero che ci pare più percorribile per ottenerlo, per darci l'illusione di avere più potere. Politica, manifestazioni, acquisti consapevoli, forza fisica, arti marziali, sport in generale ogni cosa può essere vista come il mezzo per acquisire un maggiore senso di potere. Il problema è che non è possibile. Si rimarrà sempre impotenti di fronte molte situazioni nella vita. Ci sarà sempre del dolore ad attenderci, oltre alla gioia. Questo può risultare insopportabile, ma la vita è fatta così. Imparare ad accettare che siamo impotenti riguardo alcune cose è molto difficile, perché quelle cose spesso sono molto importanti per noi. D'altronde, la vita non è fatta solo di potere e di controllo, ma di ben altro. La capacità di lasciar andare un po' le cose, smettere di voler controllare tutto ed accettare la vita così com'è credo sarebbe molto utile. Sicuramente è più facile a dirsi che a farsi, ma almeno abbiamo idea di cosa fare. L'idea di un potere tale da permetterci di non soffrire più, di non sentirci più deboli è irrealistica, ma se per assurdo si avverasse non sarebbe comunque fonte di felicità perché non ci sarebbero più sfide, ne occasioni per essere coraggiosi, ne per ascoltare il proprio cuore. La vita diventerebbe molto noiosa. Sicuramente all'inizio tutto sarebbe bello, ma esauriti i desideri non ne avremmo altri... In fondo il motore del desiderio è la mancanza della cosa desiderata.

martedì 22 dicembre 2015

Mindfulness

La mindfulness è semplicemente una pratica di consapevolezza. Trae origine da tecniche orientali legate anche a credi religiosi, ma è attualmente una tecnica di gestione della mente slegata da qualsiasi religione, quindi tutti possono praticarla senza andare contro le proprie credenze. L'idea di base è quella di sviluppare l'accettazione degli eventi e nel caso della persona affetta da DOC, l'accettazione dell'ansia derivante dalle ossessioni, così da evitare le compulsioni. Si adatta bene alla terapia cognitivo-comportamentale, proprio perchè si profila come una tecnica di esposizione e prevenzione della risposta. La mindfulness è semplice ma non facile. E' semplice da imparare e praticare, ma richiede un minimo di impegno. Esistono numerose tecniche e meditazioni guidate anche in rete. Ci sono anche numerosi libri, in italiano e in inglese che trattano in maniera approfondita questa pratica. E' possibile seguire corsi o come nel mio caso anche usarla in terapia. Più in avanti parlerò ancora di questa pratica.

lunedì 30 novembre 2015

Impegno definitivo

Fino a quando non ci si impegna prevalgono l’esitazione e la possibilità di tirarsi indietro, e c’è sempre inefficacia. Per ogni atto d’intraprendenza (e di creazione) vale una verità elementare, e ignorarla affossa un gran numero di idee e di progetti splendidi: il fatto che nel momento in cui ci si impegna in modo definitivo, si mette in moto anche la Provvidenza. Vengono in aiuto ogni sorta di cose, che altrimenti non sarebbero mai accadute. Un intero flusso di eventi sgorga dalla decisione presa sollevando ogni genere di imprevisti favorevoli, incontri e assistenza materiale che nessuno avrebbe mai potuto immaginare che avrebbero incrociato il suo cammino. Ho imparato a considerare con profondo rispetto un distico di Goethe: “Qualunque cosa tu possa fare, o sognare di poter fare, cominciala. / Il coraggio ha in sé genio, potere e magia”.
- W.H. MURRAY The Scottish Himalaya Expedition, 1951

Amare se stessi

 Clip dal film Angel-A di Luc Besson

(Commento che accompagna la clip. N.d.t) "Per tutti gli uomini lì fuori che fanno fatica a conoscere il loro valore, questo è per VOI! Per tutte le donne che li amano... Aiutateli a vedere

Estratto dal film Angel-A di Luc Besson con Rie Rasmussen and Jamel Debbouze."

(Dialogo tra i due personaggi presenti nella clip, tradotto in italiano dall'inglese. Il dialogo originale è in francese. N.d.t)

Angela:- Guarda nello specchio. Cosa vedi? Cosa vedi?
Andrè:- Una bellissima ragazza.
Angela:- Grazie. Vicino a lei, cosa vedi?
Andrè:- Non lo so.
Angela:- Bene. Stai facendo progressi
Andrè:- Tu credi?
Angela:- Prima, tutto ciò che vedevi era merda. Almeno ora, non vedi niente. Ora dobbiamo mettere qualcosa in questo guscio vuoto. Non puoi lasciarlo così. Guarda attentamente. Di fronte a te. Niente che ti interessi? In questo bellissimo viso?
Andrè:- Non molto
Angela:- Guarda attentamente. Guarda nei tuoi occhi. Cosa vedi?
Andrè:- Gentilezza.
Angela:- Sì, ce n'è. Molta. Che altro?
Andrè:- Non sono male.
Angela:- Bellezza. Esatto. Sono bellissimi. Poi che altro?
Andrè:- Forse... Dolcezza.
Angela:- Sì, molta. E l'amore?
Andrè:- Sì. Sì, molto amore. Troppo, forse.
Angela:- Se ce n'è troppo, lascialo uscire. Dimmi che mi ami. Non mi ami?
Andrè:- Sì, molto. Sento un certo tipo di amicizia che potrebbe essere...
Angela:- Mi ami o no?
Andrè:- Dal primo giorno. Dal primo secondo.
Angela:- Dillo.
Andrè:- E' difficile da dire.
Angela:- Sai perchè? Perchè mai nessuno te l'ha detto. E' difficile amare te stesso quando non puoi vedere il tuo riflesso.
Andrè:- Sì.
Angela:- Ti amo Andrè. Ecco. La tua ragione per amare. E' il tuo turno ora. Vai avanti.
Andrè:- Ti amo, Angela. Qualsiasi sia il tuo nome.
Angela:- Hai ragione. Dillo di nuovo senza il mio nome.
Andrè:- Ti amo.
Angela:- Bene. Adesso, guardati attentamente. E dillo.
Andrè:- Non posso.
Angela:- Certo che puoi. Guarda il tuo corpo, a cui manca essere amato, sentire fiducia. Non credi che meriti un po' di cura? Non rifiutare questo corpo ferito che si è fatto carico di te così a lungo senza lamentarsi. Digli quanto è importante. Che ha il suo posto. Dagli ciò che merita.
Andrè:- Ti amo, Andrè. Ti amo.
Angela:- Sono fiera di te, Andrè. Mangiamo? Ho fame.
Andrè:- Pensi solo al cibo. Hai avuto un disordine alimentare?
Angela:- Non confondere i ruoli.
Andrè:- Hai ragione.




banner etico