martedì 17 ottobre 2017

Quanto tempo! Vi racconto un po' di me

Salve a tutti, a chi tornerà dopo tanto tempo a chi invece potrebbe essere nuovo, oppure a nessuno, poichè è tanto che non uso questo blog e comprensibilmente è poco frequentato.

E' tanto che non scrivo, e le motivazioni sono state molte. In primis c'era una sorta di responsabilità nei confronti di chi aveva trovato speranza nel leggere che io fossi guarito, a seguire c'è stata anche l'inedia e il non sapere cosa scrivere.
Ero "guarito" dal doc, ma poi il bastardello è tornato. Il suo ritorno è andato a coincidere con i momenti più felici e soddisfacenti della mia vita ma anche con quelli più bui.
Pensavo di essere guarito per sempre, ma credo che invece dovrò imparare a conviverci per sempre.
Ad esso si accompagna l'insieme di tutte le problematiche che una persona comune può avere, più altre dovute alla speciale combinazione di eventi che contraddistinguono la vita di ciascuno di noi.
Il tutto è ovviamente reso più pesante dal doc stesso.

Il doc ha costellato buona parte della mia vita, sia adolescenziale che in particolare adulta.
La sua presenza si è manifestata nuovamente in momenti di grande cambiamento, in particolare alla nascita della mia prima relazione amorosa più seria a profonda, ed è rimasto lì anche alla nascita di una seconda relazione molto importante che sto vivendo proprio ora.

Vorrei poter parlare di questo disturbo in maniera più poetica, ma mi è difficile, non so se sono in grado di riuscirci.

Il doc è un modo di vedere il mondo? E' il modo di una parte di me di vedere il mondo?
Negli ultimi due anni mi sono ritrovato spesso a non sapere distinguere chiaramente la realtà dai miei pensieri esagerati. Sono tornato in terapia, una terapia cognitivo-comportamentale e sto lavorando molto su me stesso, con alti e bassi.
Sono venuti fuori un lato narcisista, tendenza all'autosacrificio ed ovviamente il doc.
Quando all'inizio lessi la diagnosi mi spaventai molto, mi sentivo una persona pericolosa (uno dei miei tanti doc).

A volte percepisco un enorme peso sulle spalle, un'enorme difficoltà nell'essere me e mi piacerebbe essere qualcun altro. La vita a volte mi pesa e mi è difficile godere dei bei momenti, anzi, a volte ho paura di vivere bei momenti perchè so che un pensiero è in agguato e potrebbe prendermi da un momento all'altro, rovinandomi quel momento stesso.
Mi sento in ostaggio di me stesso.

Ultimamente sto usando la mindfulness, in cui osservo il pensiero e/o la sensazione dolorosa, ed essi un po' di acquietano.
Fino a qualche giorno fa avevo raggiunto un po' di pace, un po' di sicurezza nell'avere un metodo, una tecnica che mi aiutasse, ma poi un evento fastidioso mi ha un po' destabilizzato ed ora sono in preda a varie ossessioni da cui non riesco facilmente a districarmi.
A tutto ciò si accompagna una forte insoddisfazione personale, obiettivi che non riesco a realizzare, l'università che non riesco a finire.
La frustrazione è una cattiva compagnia per il doc! Lo dico con il sorriso.

Non è facile convivere con un disturbo del genere, perchè esso è in grado di assumere mille forme, di infiltrarsi in ogni meandro della nostra visione del mondo, fino a fondersi ad esso. Ma a volte ho degli spiragli di pace, se solo riuscissi ad accumularne qualcuno in più!
Forse piano piano ci riuscirò

Comunque, per fortuna, la mia vita non è completamente immobile, né ferma ad anni fa, quando dichiarai che ero guarito, seppur la mia esistenza fosse un po' statica e le mie esperienze del mondo esterno poche.
Anche se ero guarito conservavo molte insicurezze, molte paure, molte difficoltà che ora ho superato. Sono sbocciato come uomo, ho realizzato dei piccoli obiettivi, ho amato molto e mi hanno spezzato il cuore, ho fatto un viaggio, ho riso tanto, ho avuto tanta paura, ma sono stato anche molto felice, ho affrontato paure, ho visto il mio valore, ho fatto cose incredbili, soprattutto in virtù di chi ero. Forse c'è speranza anche per me, forse un giorno sarò felice, forse quel giorno potrebbe essere oggi, e quel momento, adesso.

Che dirvi? Le mie intenzioni sono di tornare a scrivere qui sù con assiduità, ma ammetto di non sapere se ci riuscirò. Non vi prometto niente, però tenete gli occhi aperti, chissà, che non ritorni, chissà che non guarisca di nuovo.

Grazie per avermi letto.
 

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