lunedì 28 aprile 2014

Porta

A volte cerco di avere una visione ottimistica delle cose o almeno utilitaristica.
In questo caso guardo al DOC.
Possiamo vederlo in tanti modi, ma una metafora che mi piace è quella della porta.
Vedere il DOC come una porta verso l'ignoto, la nostra mente, un tentativo di gnosi.
Forse è pretenzioso, ma libera questo disturbo da quel terrore che a volte potrebbe ammantarlo.
Il DOC è solo uno strumento, attraverso cui io mi racconto. Per giunta alcune caratteristiche del DOC sono comuni a tutti gli esseri umani. In chi ne soffre sono più marcate, ma non è nulla di nuovo. Quindi è uno strumento che può avvicinarmi a tutti. Le esperienze che racconto possono risultare strane ad alcuni, ma se vengono guardate cercandone il meccanismo, ne verrà fuori un meccanismo comune.
Il DOC è solo un pretesto per parlare di me o forse dell'uomo.
Il DOC è un porta, che ho ormai varcato da tempo.

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