martedì 16 dicembre 2008

Profughi sotto i camion.

I profughi afgani fuggono dal loro paese.
Sono bambini, ragazzi. I genitori li mandano via dall'inferno dei talebani e della guerra.
Non ci sono parole. Dall'afganistan a Patrasso in grecia, dove per loro c'è una speranza, l'Italia.
Da patrasso partono le navi merci per l'italia, quelle navi gigantesche che portano i camion dentro di loro, nelle loro pance di metallo. Spesso sotto questi camion, in qualche modo, si nascondono questi ragazzini, che vogliono arrivare in italia per poter mangiare, perchè pensano che lì qualcuno li accoglierà. Pur di ottenere questo fanno viaggi inumani, dove spesso muoiono. 
Solo ragazzini, nessun terrorista...Il 10 dicembre c'è stato uno degli ultimi "baby deceduti".
Non amo le cattiva notizie, ma non posso far finta che queste cose non accadano. E sinceramente sono senza parole, non so che cazzo fare...Impotente, con queste cazzo di parole, che oltre questo schermo non vanno.
Sono un fedele delle piccole azioni, dei piccoli movimenti che con il tempo muovono le cose.
Ma intanto quanti innocenti, senza nessuna possibilità di difendersi, dovranno soffrire ancora?
Cosa fare con queste persone? Nessuno può fare nulla davvero?
Non lo so, le mie parole non esprimono davvero il senso del mio dolore, della mia rabbia.
Abbiamo bisogno di super eroi? Abbiamo bisogno di più amore? Non lo so. 
Penso che l'amore aiuti, per questo lascio questa splendida canzone, che mi asciuga le lacrime, e mi riscalda il cuore. Parafrasando Krishnamurti "mi illumina in tempi che diventano sempre più bui" per certi versi almeno...
Scusate questo sfogo, non voglio trascinare nessuno nella tristezza, solo condividere alcuni sentimenti...

Nessun commento:

banner etico