giovedì 6 novembre 2008

E fu così che oggi entrammo ed assistemmo alla storia

Barack Obama è il primo presidente nero degli Stati Uniti D'America. Giovane, alto, bello, un sorriso splendido. Oggi entriamo nella storia, oggi è un giorno estremamente speciale. Sono passati circa 50 anni da quando i "negri" erano solo dei numeri e dei delinquenti, non potevano sedersi sugli autobus, e in alcuni stati non gli era permesso camminare sui marciapiedi. Solo 50 anni...Ed oggi, un "negro" si siede a capo del più potente stato del mondo. Oggi il mondo è cambiato. Questa è una data fondamentale, e tutti noi, che ci siamo stati e che ci ricordiamo non dobbiamo dimenticare, dobbiamo essere fieri di ciò che stiamo assistendo.
Una mia bisnonna era nera, figlia di schiavi, ed oggi la mia bisnonna e i miei avi ricevono il loro riscatto!!!

4 commenti:

Max ha detto...

...perdonami, non è così semplice.
Hai usato le parole "nero" e "negro". Suppongo, che la tua distinzione rimandi alla concezione di Franz Fanon, scusa non vorei fare citazioni, ma credo sia importante. La parola "negro" è una parola bianca, e anche se fuori moda dirlo colonialista. Nero e il nome di un colore, e qui le cose si complicano. Hai detto che sono passati 50 anni e adesso un nero è presidente degli USA. bene anche "essere presidente degli USA" è una "cosa bianca".
Un sogno delle colonie. Tristemente ma con gli occhi aperti essere bianco o nero adesso non è più discriminante per essere "negro"... dentro, colono e colonizzato. Perchè il confine tra uomini liberi e "negro" è sottile e ci si cade senza accorgersene.
Non volermene sono felice che una persona dalla pelle nera sia presidente, ma "assimilazione" ed "integrazione" sono due cose diverse. Ho speranza ma anche preoccupazione miti come i presidenti neri, i papi donna, le madonne che piangono...sono tutta roba bianca, anche la delega al mito. Io sto imparando solo adesso a starci. A stare nelle cose di tutti i giorni e cercare di farle giuste, detersivi biologici, agricoltura, etc e il mercato del lavoro che si fa sempre più duro.
...be vedremo :)

patch87 ha detto...

Scusa la mia inettitudine, ma non ho capito molto del messaggio. Non è che potresti spiegarti in modo più semplice. Comunque grazie del tuo contributo. :)

Max ha detto...

oops scusa non volevo offenderti.
non so proprio da dove cominciare a spiegarmi, sarebbe più semplice rispondere a una domanda specifica. Ci provo...conosco Fanon per "I Dannati della Terra", una fonte per la mia tesi sul trauma nei rifugiati.
E' illuminante guardare il mondo dai suoi occhi. Credo lui fosse Dominicano, finisce per prestare servizio nell'algeria occupata dai francesi, per scelta morale presta soccorso sia agli invasori francesi che di nascosto alle vittime di tortura. E' così che punta un faro sulla "cultura colonialista". Come la "cultura mafiosa" è più sottile degli atti (violenza, omicidi ecc.) è in realtà quello stato mentale (atteggiamento mentale) che ci sta alla base e che poi fa mettere in atto le azioni violente. Così vittima e carnefice sono legati dalla stessa mentalità. Nella sua esperienza, Fanon (psichiatra) ritrova un "seme" nella mente delle vittime che legittima la loro condizione di vittime. I neri che nel secolo scorso cominciano a essere colonizzati vedeno un crollo della cultura di riferminto che tiene insieme la propria società. "...così si rimettono alla scuola dei vincitori".
...spero di non annoiarti la cosa è lunga è complessa come dicevo prima :)
Il concetto di base è che il primo passo per uscire dall'essere vittima e schiavo e levarsi da dentro l'apprendimento che la cultura dei bianchi è migliori e che i "neri" sono stati battuti perchè non erano all'altezza! Riconoscere invece che i bianchi hanno compiuto un atto di aggressione. é lo stesso fenomeno che avviene nelle donne abusate, cominciano a pensare che era colpa loro!
Così i neri abusati diventano abusatori "NEGRI" che nel vero pensiero libero dei popoli neri significa "schiavo bianco". in questo senso una persona dalla pelle nera che viene assilmilato dalla cultura bianca si comporta egli stesso da schiavista (collaborazionista, capobastone degli schiavi).
così anche questo negro nel tempo acquisisce dei privilegi nei confronti di altre vittime. come facevano i più grandi colonizzatori e schiavisti della storia, i Romani (non che lo schiavismo sia una loro invenzione sia chiaro).
Temo di diventare troppo prolisso...ti ringrazio per avermi dato l'occasione di parlare. Sto cercando di fare anche un blogo sulle cose che studio e faccio. se ti va fatti sentire, dammi input ne sarei felice, anche di continuare a postare. ciao grazie Max

patch87 ha detto...

Non mi hai affatto offeso.
Quello che tu dici è interessante, anche se complesso, per quanto attinente però, il mio scritto non si proponeva un'analisi di questo genere, non era nei miei scopi approfondire questa tematica. Quello che tu dici è giusto, ma non risolutivo. La tua è un'ottima analisi, come è ottima quella di Fanon, però è limitante, poichè non offre molte vie d'uscita. Riguardo una vittima i punti di vista sulle sue possibilità di riscatto o meno, sono numerosi, d'altra parte si deve pur cominciare in qualche modo. Non esiste nulla di obiettivo a questo mondo, è vero, però per necessità si deve definire qualcosa come "obiettivo". I diritti alla felicità, alla salute e all'istruzione, al lavoro, sono tra questi elementi. Le diversità sono sempre fittizie in realtà, quindi il tuo discorso, come quello di chiunque cadrebbe di fronte ad una mancata evidenza delle differenze. Ma assume validità nel momento in cui ammettiamo delle differenze, che a mio parere sono comunque un'ottima cosa, anzi, sono il motore principale dell'evoluzione culturale. Sappiamo che i neri oggi rispetto a "ieri" godono degli stessi diritti dei bianchi. Nel passato non era così, e il livello di abuso era altissimo. Ritornando ad oggi, dopo mandela, un presidente nero in un paese di neri, non si era mai avuta una simbolica accettazione del nero nella società dei bianchi. Cioè i bianchi erano coloro che comandavano, il presidente dei bianchi era un bianco. Ma pochi giorni fa, questa situazione è stata ribaltata, e in particolare i bianchi (non dimentichiamo che in america del nord ci sono moltissime persone di colore) hanno scelto un nero a capo della loro nazione. Ma la cosa principale è che non lo hanno scelto in quanto nero, ma in quanto affidabile nelle sue promesse. Cioè la differenza di colore, che sappiamo benissimo non è indicativa di nulla, se non di origini genetiche più recentemente diverse, rispetto al bianco di turno (ricordo che siamo tutti figli di un' "eva nera"), cade come criterio di valutazione di un essere umano in quanto tale, quindi le differenze si spostano nella qualità umana dell'individuo, e non nel colore della sua pelle, o nell'origine della sua cultura. Questo è un salto epocale per i tempi di cui siamo figli, ed è un riscatto per tutti gli emarginati, anche di pelle bianca, poichè essi stessi sono discriminati non per il valore in quanto essere umani, ma per il valore dei loro possessi.
E' un periodo di forte evidenza storica, e le possibilità intellettuali sono innumerevoli, quindi è possibile sviluppare ogni punto del mio scritto in ulteriori discorsi, ma questo esula dal mio attuale scopo.

Saluti!

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