sabato 19 aprile 2008

Qualità della vita

Se puoi vivere male, puoi vivere anche bene.
Possiamo decidere come vivere?
Penso di sì, forse non completamente, ma per buona parte sì.
Possiamo essere degli eroi, eroi della gioia e della felicità, eroi dell'amore.
Patch Adams, da cui rubo il nick, dice "l'atto più rivoluzionario che puoi compiere al giorno d'oggi è quello di essere felice" questa frase fa riflettere molto. Quanto pesa un modello culturale che mette in primo piano il dolore? Che effetti sociali ha? Che costo economico fa soffrire? Ma soprattutto quanto pesa in termini di qualità della vita?
Qualità della vita. Un termine che non sento mai. Trattato poco, e legato per molti solo a fatti economici, a lussi e capricci. Ma la qualità della vita non dipende da tutto ciò, ed è ovvio. Come è ovvio che è meglio essere un depresso ricco, che un depresso povero. Ma rimane un fatto, sei depresso comunque. Anche se sei ricco, sei depresso, hai tutti gli sfizi, tutto ciò che vuoi, tutto ciò di cui hai bisogno, ma sei depresso. Precisiamo, essere depressi non è una colpa. Ne per il ricco, ne tantomeno per il povero. Penso che la qualità della vita sia una cosa fondamentale, è la misura di tutta la nostra vita. Puoi vivere un giorno ed essere felicissimo, oppure vivere 100 anni ed essere triste. Perchè non vivere 100 anni felici? Quale regola stabilisce un divieto a questo? In un libro di due esperti buddisti, di cui ora non ricordo il nome, chiamato "I 9 segreti della felicità" uno dei primi requisiti per essere felici è avere una grande determinazione ad esserlo.

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