domenica 6 maggio 2007

Medicina olistica e Medicina tradizionale


Soffro di DOC, ma qualcuno pare non accettarlo, pensa che sia altro, che in realtà non sia una cosa così grave. Alcuni tendono a minimizzare, eppure, quando parlano dei loro problemi, sembra che siano la cosa più importante del mondo. Ovviamente tutti abbiamo problemi, e per ognuno il proprio problema è sempre quello più importante, ma non capisco perchè debbano togliere a me la "soddisfazione" di dire che ho un problema. Credo che questa diffidenza, sia in parte dovuta ad una forte sfiducia nella classe medica degli psichiatri, cosa in parte dovuta, ma d'altra parte forse portata a dei limiti di pregiudizio che fanno considerare tutti gli psichiatri dei bugiardi. Penso che serva un atteggiammento più moderato. Da una parte l'omeopatia e tutte le cure olistiche a seguito non vanno rifiutate dalla classe medica, ne dalla scienza, poichè sono spesso efficaci e inficiano meno sulla salute del paziente. D'altra parte non tutta la medicina si muove su interessi capitalistici e lobbistici, mi sembra una paranoia bella e buona una considerazione del genere. Di conseguenza affidarsi, con attenzione e premura verso se stessi, alla medicina tradizionale non va preso come un tradimento alla medicina olistica. In breve, non sono medicine nemiche, che combattono una guerra, sono tipi di medicine che devono integrarsi.

2 commenti:

Danae ha detto...

concordo in pieno..non sono da buttare nè la medicina occidentale nè la medicina olistica,solo ci vuole equilibrio tra le due, in ciascuna delle due c'è qualcosa di vero e utile. in fondo ciò che conta è che uso ne fa ciascuno di noi...se ci si aggrappa troppo e si crede che l'unica cura venga dalle medicine, che siano tradizionali o omeopatiche l'effetto è uguale. la medicina offre un grosso aiuto ma la cura principale siamo noi stessi.
interessantissimo l'articolo sul DOC,ho avuto accanto diverse persone nella vita che ne hanno sofferto e non mi sono mai sforzata di capire cosa gli stesse succedendo.
quello che sento è che fai bene a dare un nome al tuo disturbo, disagio ed è importante che tu lo guardi in faccia, lo ascolti. credo sia un modo che utilizza una parte di te per farsi ascoltare. ascoltalo, parlaci, accettalo. è una bella sfida con te stesso per crescere, per abbandonare questa vecchia corazza e rinascere. solo affrontandolo potrai andare avanti. fa parte di te ma non identificarti con esso. tu non sei solo il tuo disturbo. accettati sapendo che fa parte di te e amati

patch87 ha detto...

Grazie danae! Hai colto in pieno il senso di questo blog! Ma non solo, voglio che anche altri sappiano! :D

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