domenica 13 maggio 2007

Il DOC su wikipedia


Disturbo ossessivo-compulsivo

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Il disturbo ossessivo-compulsivo o DOC (in inglese obsessive-compulsive disorder o OCD), chiamato anche sindrome ossessivo-compulsiva o SOC (prima dell'uscita del DSM-III-R conosciuto come "nevrosi/psiconevrosi ossessivo-compulsiva" o semplicemente come "nevrosi/psiconevrosi ossessiva" e in alcuni testi come "disordine ossessivo-coattivo" o "nevrosi/psiconevrosi ossessivo-coattiva"), è un disordine psichiatrico, in particolare basato sull'ansia. Si manifesta in una gran varietà di forme, ma è principalmente caratterizzato da pensieri ossessivi associati a compulsioni (azioni particolari o rituali da eseguire) che tentano di neutralizzare l'ossessione.

Il disturbo ossessivo-compulsivo è da molti considerato come entità nosografica autonoma, con un definito nucleo psicopatologico, con un decorso e una sintomatologia peculiari e con dei correlati biologici che vanno a poco a poco delineandosi.

Secondo la classificazione dei distrubi d'ansia della versione quattro del Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM-IV), il disturbo ossessivo-compulsivo (codice 300.30) presenta sintomi ossessivi e/o compulsivi che siano fonte di marcata sofferenza per il paziente, comportino spreco di tempo (più di un'ora al giorno) ed interferiscano con le normali attività quotidiane.

È importante distinguere il DOC da altre tipologie di disturbi d'ansia, tra cui la tensione provocata dalla routine e il comune stress che la maggior parte di noi sperimenta almeno una volta nella vita. Una persona che da segni di infatuazione o fissazione per qualcuno o qualcosa, anche a prima vista eccessivi, o che mostra tratti di perfezionismo, non ha necessariamente questo disturbo: il DOC è una condizione specifica e ben definita. Perché venga diagnosticato il disturbo ossessivo-compulsivo, devono essere presenti o soltanto ossessioni, oppure ossessioni e compulsioni[1].

Il disturbo ossessivo-compulsivo non è da confondere con il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità.

Indice

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[modifica] Definizioni in un caso di DOC

[modifica] Definizione di "ossessione"

  • Pensieri, immagini o impulsi ricorrenti e persistenti che affliggono l'individuo e che da questo vengono percepite come invasive e inappropriate (o comunque fastidiose) e che provocano una marcata sofferenza.
  • L'individuo si rende conto che i pensieri, le immagini o gli impulsi sono frutto della propria mente (se le ossessioni venissero ritenute reali, allora si cadrebbe nel campo della schizofrenia (cfr. "disturbo schizotipico di personalità" che, a volte, è connesso col DOC o con la schizofrenia lieve).
  • L'individuo tenta (inutilmente) di ignorare o sopprimere tali pensieri, immagini o impulsi, o di neutralizzarli (altrettanto inutilmente) con altri pensieri e comportamenti ("compulsioni", in alcuni testi chiamati anche "psichismo da difesa"[2] e più anticamente "coazioni").

[modifica] Definizione di "compulsione"

  • Comportamenti o azioni mentali ripetitivi che l'individuo si sente obbligato a eseguire, come una sorta di rituale stereotipato, per difendersi da una certa ossessione.
  • I comportamenti o le azioni mentali sono mirate a combattere le ossessioni; spesso, però, questi comportamenti o queste azioni mentali sono chiaramente eccessivi o non sono realmente connessi (da parte di un osservatore esterno) con l'ossessione che cercano di neutralizzare.
  • Le compulsioni possono riguardare diverse tematiche come la contaminazione, il perfezionismo, l'ordine, il controllo.

[modifica] Ulteriori criteri

In aggiunta a questi criteri, in un certo momento nel corso del disturbo, l'individuo deve realizzare che le ossessioni e/o le compulsioni sono irragionevoli o eccessive. Inoltre, le ossessioni devono consumare un gran quantitativo di tempo (più di un'ora al giorno) e causare afflizione o danni alla vita sociale e lavorativa dell'individuo. Infine, spesso il DOC si intreccia con le fobie.

[modifica] Sintomi e manifestazioni

Le ricerche hanno dimostrato che il DOC è molto più comune di quanto si pensasse. Circa 1 su 50 tra adolescenti e adulti è affetto da disturbo ossessivo-compulsivo. A causa della natura molto personale di questo disordine, e anche per via della paura di essere giudicati, potrebbero esistere molte persone afflitte da DOC che lo nascondono, e la percentuale potrebbe essere addirittura più alta.

Il paziente affetto da DOC non si lamenta in particolare dell'ansia, ma piuttosto delle ossessioni e delle coazioni. L'ansia si manifesta solamente se si interferisce nei "rituali" messi in atto per difendersi dalle ossessioni. Per gli altri, questi "rituali" possono apparire strani e non necessari, ma per l'individuo tali azioni sono profondamente importanti e devono essere eseguire in particolari modi per evitare brutte conseguenze e per impedire all'ansia di affliggerlo. Esempi di queste azioni sono:

  • controllare ripetitivamente che la macchina parcheggiata sia ben chiusa a chiave prima di lasciarla;
  • accendere e spegnere le luci un certo numero di volte prima di uscire da una stanza;
  • salire una scala o entrare in una stanza sempre e solo con un piede anziché l'altro;
  • alzare e abbassare continuamente il volume di una radio o del televisore perché si è convinti che nessuna tonalità sia adatta;
  • lavarsi ripetitivamente le mani a intervalli regolari durante il giorno o non riuscire a smettere di lavarsele una volta insaponate.

Questi sono solo degli esempi. I sintomi esatti possono includere, più specificatamente, tutti o solo alcuni dei seguenti:

  • continuo lavarsi le mani;
  • un sistema di conto specifico (contare in gruppi di quattro, sistemare le cose in gruppi di tre, sistemare gli oggetti in insiemi pari o dispari);
  • disturbi da controllo: si tratta di ossessioni e compulsioni implicanti controlli protratti e ripetuti senza necessità, volti a riparare o prevenire gravi disgrazie o incidenti;
  • un sintomo serio che si differenzia dal precedente è contare i passi (ad esempio, si deve raggiungere la propria auto con dodici passi, ecc.);
  • allineare perfettamente gli oggetti nel loro insieme, in angolazioni perfette (questo sintomo si ha anche nel disordine della personalità e può essere confuso con questa condizione);
  • essere costretti a cancellare i "cattivi pensieri" con "buoni pensieri", per esempio a visione di un bambino malato può costringere a pensare ad un bambino che gioca felice ogni volta che ritorna in mente l'immagine del bambino malato, oppure avere dei pensieri sessuali non desiderati (classici esempi sono la paura di essere omosessuali o pedofili);
  • paura della contaminazione (come la paura delle secrezioni del corpo umano quali saliva, sudore, lacrime, muco, urina e feci: alcuni casi di DOC hanno anche dimostrato la paura che il sapone che stanno usando sia contaminato) fisica o anche metafisica (contaminazione da pensiero);
  • paura delle malattie (cfr. ipocondria);
  • il bisogno che entrambe le parti del corpo siano uguali: una persona con DOC che calpesta un pezzo di carta con il piede sinistro può sentire il bisogno di calpestarne un altro con il piede destro, o di tornare indietro e pestarlo nuovamente;
  • superstizione eccessiva o pensiero "magico" (anche se il paziente è convinto che sia solo un effetto del disturbo non riesce comunque a ignorarlo): convinzione che la realtà possa essere modificata in peggio o in meglio mettendo in atto certi rituali o facendo certe azioni in modo sbagliato (ad es. pensando a una cosa negativa o avere il timore di offendere qualcuno o qualcosa) oppure ossessioni di questo tipo su fatti non collegati realmente; tali "effetti" possono essere in certi casi scongiurati soltanto ripetendo l'atto (es. cancellando e riscrivendo la stessa parola, pensando a cose positive) o facendo qualche altro rituale "anti-iella".

Ci sono molti altri sintomi. Tutti possono portare ad evitare le situazioni di "pericolo" o disagio e quindi influire sulla vita del soggetto affetto con gli evitamenti in maniera pari ai sintomi stessi. È importante ricordare che possedere qualcuno dei sintomi elencati non è un segno assoluto di DOC e viceversa e che la diagnosi di DOC deve essere fatta da uno psichiatra per essere certi di soffrire di questo disturbo. Le ossessioni sono idee e pensieri cui il malato non può smettere di pensare. Comuni ossessioni includono la paura di provare disagio, di essere feriti o di causare dolore a qualcun altro. Le ossessioni sono tipicamente automatiche, frequenti e difficili da controllare o da eliminare di per sé.

Le compulsioni si riferiscono ad azioni eseguite dalla persona, normalmente in modo ripetitivo, al fine di opporsi (inutilmente) al/i pensiero/i ossessivo/i. Nella maggior parte dei casi questo comportamento diventa talmente regolare che l'individuo non lo ritiene un problema degno di nota. Le comuni compulsioni includono, in modo eccessivo, comportamenti come il lavarsi, il controllare, toccare, contare o sistemare e ordinare; altre possono essere comportamenti rituali che l'individuo esegue in quanto convinto che abbasseranno le probabilità che una ossessione si manifesti. Le compulsioni possono essere osservabili (come il lavarsi le mani), ma possono anche essere riti mentali come la ripetizione di parole e frasi o il conto.

Considerato che tutti gli individui che soffrono di DOC sono consci del fatto che tali pensieri e comportamenti non sono razionali e che, pur lottando contro di essi con tutte le proprie forze razionali, non riescono in alcun modo a liberarsene, i casi non trattati di DOC costituiscono uno dei più frustranti e irritanti disordini da ansia.

Il disturbo viene riconosciuto come tale solo se compromette il normale ritmo delle attività quotidiane e il funzionamento sociale e lavorativo del soggetto e se non può essere meglio giustificato da altri disturbi d'ansia o da malattie psichiatriche dovute a condizioni mediche generali.

Talvolta il paziente presenta una componente depressiva non riconosciuta che ha inasprito la sua sintomatologia ossessivo-compulsiva e uno stato simile alla tensione meditativa. Questi pazienti sono di solito dei depressi agitati e rispondono al trattamento della depressione agitata con un ritorno della dominante ossessiva.

In considerazione del fatto che spesso il paziente ossessivo-compulsivo si impone una severa morale ed è fortemente preoccupato della contaminazione, la sessualità è spesso fortemente caricata e conflittuale, o comunque ostacolata.

[modifica] Trattamento

Il DOC è tradizionalmente considerato un disturbo a decorso cronico e invalidante, spesso refrattario ad ogni tipo di intervento terapeutico (in particolare quando la malattia giunge al trattamento in soggetti con oltre i 35 anni di età[3]).

Bisogna anche dire, però, che oggi l'approccio terapeutico al disturbo è radicalmente mutato: la psicoanalisi non è più considerata la cura-tipo per questi pazienti, mentre risultano attualmente di prima scelta forme differenti di trattamento, più efficaci e applicabili su scala più ampia. In particolare, la terapia psicofarmacologica e le tecniche psicoterapiche cognitivo-comportamentali hanno messo a punto sia dei protocolli specifici di intervento per il DOC, sia delle metodiche di valutazione dei risultati che consentono una verifica clinica e sperimentale.

Prima dell'avvento della clomipramina, l'accostamento psicofarmacologico al disturbo ossessivo-compulsivo era risultato deludente. In pratica, si era affermata l'efficacia di qualsiasi agente in questa situazione. La ragione di questa peculiarità risiede nel fatto che il DOC è spesso fortemente inasprito dal sopravvenire di una depressione agitata. In virtù di ciò, capita, ad esempio, che i pazienti aumentino da dieci a cento le volte in cui, nell'arco di una giornata, si lavano le mani (tanto è vero che il diagnostico può erroneamente considerare la notevole accentuazione della coazione a lavarsi le mani come la questione psicopatologica centrale, tralasciando così il disordine affettivo). E quindi tutto quanto può alleviare quest'ultimo, per esempio le fenotiazine o gli agenti triciclici, riduce la sintomatologia coattiva acuta. Tuttavia, il paziente torna allo stato di base[4].

Successivi rapporti hanno invece dimostrato che la clomipramina ha un valore specifico negli stati ossessivo-compulsivi al di là del suo effetto antidepressivo[5]. E che questa azione anti ossessiva è presente anche negli SSRI (Selective Serotonic Reuptake Inibitor, lett. "inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina", detti anche antidepressivi di nuova generazione o atipici)[6]. La farmacoterapia tende infatti a riconoscere il DOC come una specifica malattia serotoninergica (Finenberg e Montgomery, 1992).

Non è ancora accertato invece se l'efficacia degli SSRI nei disturbi ossessivo-compulsivi sia maggiore delle benzodiazepine (o più in generale di tutto il gruppo degli ansiolitici, anche non benzodiazepinici) percui spesso vengono prescritti in abbinamento[7].

L'associazione di SSRI con antipsicotici incisivi quali l'Aloperidolo e il Clopentixolo, sostenuta da alcuni autori[8], non è di solito considerata una pratica razionale tranne che in presenza di DOC di notevole gravità, spesso con personalità border-line, a esordio precoce[9].

Note

  1. K. Carter. PSYC 210 lecture, 14 febbraio 2006.
  2. Umberto Galimberti. Psichismo da difesa, in Dizionario di psicologia. Torino, UTET, 1992. p. 709. ISBN 88-02-04613-1.
  3. Carlo Lorenzo Cazzullo. Vol. 2 - Cap. 1 Nevrosi e psiconevrosi - Par. 1.7. Nevrosi ossessivo-compulsiva (NOC) o psiconevrosi ossessiva, in Trattato di psichiatria. Roma, Micarelli, 1993. p. 521.
  4. Donald F. Klein. Cap. 4 Disordini sessuali e rispettivi farmaci - Par. Sindromi con sintomi di ansia - Sez. Disordine ossessivo-coattivo, in H. Kaplan (a cura di). Come curare le fobie sessuali. Studi Bompiani. pp. 96-97.
  5. Cesare Bellantuomo; Mirella Ruggeri; Marco Piccinelli. Parte seconda - Cap. 8. Gli psicofarmaci nella terapia delle sindromi ansiose, in Cesare Bellantuomo e Michele Tansella. Gli psicofarmaci nella pratica terapeutica. 3a ed. Roma, Il Pensiero Scientifico Editore (collana "Temi di neurologia, psicologia e psicopatologia"), 1993. p. 272. ISBN 88-7002-576-4.
  6. Ibidem. pp. 315-316.
  7. Ibidem. p. 273.
  8. Carlo Lorenzo Cazzullo. Vol. 2 - Cap. 1 Nevrosi e psiconevrosi - Par. 1.7. Nevrosi ossessivo-compulsiva (NOC) o psiconevrosi ossessiva, in Trattato di psichiatria. Roma, Micarelli, 1993. p. 521.
  9. Cesare Bellantuomo; Mirella Ruggeri; Marco Piccinelli. Parte seconda - Cap. 8. Gli psicofarmaci nella terapia delle sindromi ansiose, in Cesare Bellantuomo e Michele Tansella. Gli psicofarmaci nella pratica terapeutica. 3a ed. Roma, Il Pensiero Scientifico Editore (collana "Temi di neurologia, psicologia e psicopatologia"), 1993. p. 316. ISBN 88-7002-576-4.

[modifica] Bibliografia

  • A. Adler. La nevrosi coatta, in Prassi e teoria della psicologia individuale. Roma, Astrolabio, 1947.
  • Davide Dettore. Il disturbo ossessivo-compulsivo. Mc Graw-Hill Companies, 2002.
  • Paolo Pancheri. Ossessioni, compulsioni e continuum ossessivo. Roma, Il Pensiero Scientifico Editore, 1992.
  • Luigi Ravizza; Filippo Bogetto; Giuseppe Maina. Il disturbo ossessivo-compulsivo. 1a ed. Milano, Masson, 1997. ISBN 88-214-2341-7.
  • L. Ravizza; G. Barzega; S. Bellino; F. Bogetto; G. Maina. La terapia farmacologica del disturbo ossessivo-compulsivo, in Atti del Congresso "Il disturbo ossessivo-compulsivo e i disturbi alimentari psicogeni" (Torino, 26-27 giugno 1993). Torino, Libreria Cortina, 1995.
  • J.M. Schwartz. Il cervello bloccato. Longanesi.
  • Tortora Pato e Zohar. Terapia dei disturbi ossessivo-compulsivi. Roma, Il Pensiero Scientifico Editore.
  • Umberto Galimberti. Ossessione, in Dizionario di psicologia. 1a ed. Torino, UTET, 1992. pp. 648-650. ISBN 88-02-04613-1.
  • Michel Godfryd. Ossessiva, in Dizionario di psicologia e psichiatria. 1a ed. Roma, Newton Compton editori (collana Il sapere - Enciclopedia tascabile Newton - Sezione di scienze umane - 18), 1994. p. 63. ISBN 88-7983-487-8. (pubblicato nel periodico settimanale "Tascabili Economici Newton" del 4 giugno 1994)
  • American Psychiatric Association (a cura di). DSM-IV - Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Milano, Masson.
  • S. Caccia; T. Cottatellucci; R. Samanin; B. Saraceno (a cura di). Tavole degli psicofarmaci. 2a ed. Ciba-Geigy Edizioni, 1989. ISBN 88-7645-070-X.
  • J. Bergeret et al. Psicologia patologica. 4a ed. Milano, Masson.
  • Cesare Bellantuomo; Mirella Ruggeri; Marco Piccinelli. Parte seconda - Cap. 8. Gli psicofarmaci nella terapia delle sindromi ansiose, in Cesare Bellantuomo e Michele Tansella. Gli psicofarmaci nella pratica terapeutica. 3a ed. Roma, Il Pensiero Scientifico Editore (collana "Temi di neurologia, psicologia e psicopatologia"), 1993. pp. 255-320. ISBN 88-7002-576-4.
  • Giovanni Battista Cassano; Paolo Pancheri; Luigi Pavan (a cura di). Trattato italiano di psichiatria. Milano, Masson, 2002.
  • Carlo Lorenzo Cazzullo. Vol. 2 - Cap. 1 Nevrosi e psiconevrosi - Par. 1.7. Nevrosi ossessivo-compulsiva (NOC) o psiconevrosi ossessiva, in Trattato di psichiatria. Roma, Micarelli, 1993. pp. 506-521.
  • H. Ey; P. Bernard; Ch. Brisset. Manuale di psichiatria. 4a ed. Milano, Masson.
  • L.E. Hinsie e R.J. Campbell. Dizionario di psichiatria. Astrolabio, 1979.
  • K. Jaspers. Psicopatologia generale. Roma, Il Pensiero Scientifico Editore, 1964.
  • Donald F. Klein. Cap. 4 Disordini sessuali e rispettivi farmaci - Par. Sindromi con sintomi di ansia - Sez. Disordine ossessivo-coattivo, in H. Kaplan (a cura di). Come curare le fobie sessuali. Studi Bompiani. pp. 96-97.
  • Kurt Schneider. Psicopatologia clinica. Nuova Italia Scientifica.
  • Luigi Ravizza. La terapia psicofarmacologica del disturbo ossessivo-compulsivo. Relazione presentata al XXXIX Congresso della Società Italiana di Psichiatria (Riccione, 23-28 ottobre 1994).

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